Coldiretti ha una nuova casa. Salutata la storica vecchia sede di via Roccastrada, in periferia, il principale sindacato del mondo agricolo mette radici nel cuore della città per stare più vicino ai cittadini-consumatori e agli interlocutori istituzionali. La nuova sede di via Roma si trova al primo piano dell’edificio che ospita il Consorzio Agrario accentrando così in un unico punto fisico l’ufficio zona con i servizi tecnici e sindacali rivolti alle imprese agricole - erogati su tutto il territorio, dal Monte Amiata a Capalbio, attraverso la capillare rete di uffici provinciali - ma anche ai cittadini con il patronato Epaca ed il CAF. A tagliare il nastro, di fronte a tanti soci ed amici di Coldiretti, sono stati il presidente provinciale, Simone Castelli insieme alla presidente regionale, Letizia Cesani, al direttore regionale, Angelo Corsetti, al direttore della federazione grossetana, Milena Sanna e ai delegati territoriali. Presente il vice sindaco di Grosseto, Bruno Ceccarini insieme al Presidente del Consiglio, Fausto Turbanti, al Presidente della Provincia Francesco Limatola, al Consigliere Regionale, Luca Minucci e rappresentanti delle istituzioni locali.
“Oggi è un giorno importante per la famiglia di Coldiretti e sono convinto per tanti cittadini che si riconoscono nei valori e nelle battaglie che la nostra associazione sta portando avanti, spesso da sola, sulla trasparenza dell’etichetta, l’origine del cibo e sulla sicurezza alimentare. Battaglie che sono vincolate al ruolo delle imprese agricole, dei contadini. – ha detto il presidente, Castelli – L’inaugurazione di questa sede coincide con un momento storico, tra i più delicati del dopo guerra, per il nostro settore. L’Europa va dalla parte opposta: non ascolta gli agricoltori, non tutela la salute dei cittadini e firma accordi scellerati come il Mercosur. Per questa ragione torneremo in piazza nuovamente nei prossimi giorni per ribadire il nostro no fermo a questo accordo e ai futuri se non sarà garantito il principio di reciprocità. Non è ancora finita!”.
Il cibo, inteso come “atto di democrazia”, è stato l’attore principale del convegno al Teatro degli Industri dal titolo “Coltivare il futuro tra innovazione, sostenibilità e salute” che ha accompagnato l’inaugurazione della nuova sede. Un momento di riflessione ed analisi sull’attualità, dopo la marcia indietro sulle risorse della Pac - 10 miliardi in più per agricoltori italiani - “ottenuta grazie alle mobilitazioni di Coldiretti” – ha rivendicato Felice Adinolfi, docente di economia e politica agraria all'Università di Bologna – “riuscendo a riportare al centro del bilancio UE l’agricoltura, un risultato per niente scontato”.
E sulle prospettive, non positive, che arrivano anche dall’esplosione dei cibi ultra formulati sugli scaffali, e quindi sulle tavole; prodotti creati in laboratorio che non esistono in natura che distruggono il nostro organismo e le cui relazioni con molte malattie croniche e tumori sono ormai conclamate. “La prevenzione nasce a tavola con la Dieta Mediterranea e non certo mangiando alimenti confezionati ottenuti aggregando dieci-quindici ingredienti chimici. – ha ricordato Riccardo Fargione, Direttore della Fondazione Aletheia – Serve fare scelte coraggiose partendo dalle mense scolastiche, dove purtroppo conta la migliore offerta a discapito della qualità e dell’origine delle materie. Alcuni stati americani stanno andando nella direzione di vietare i cibi ultra-formulati”.
La risposta per far vivere bene, in salute e a lungo i cittadini e sostenere gli agricoltori è la Dieta Mediterranea. Più i cibi sono naturali, di stagione, più sono salutari. “La prevenzione inizia a tavola ma anche la cura. La Dieta Mediterranea è un modello seguito anche dai pazienti oncologici. – ha spiegato Valentina Culicchi, Dirigente Medico Nutrizione Clinica Grosseto – Fare la spesa, scegliere i prodotti leggendo l’etichetta, privilegiando materie agricole locale e cucinarle ci preserva in salute”. “Senza agricoltori niente cibo sano – ha tuonato la presidente regionale, Letizia Cesani rilanciando le prossime tappe della mobilitazione permanente di Coldiretti che “continueranno in queste settimane sui territori con incontri e momenti di confronto” per poi “essere tradotti in una piattaforma di richieste per le istituzioni regionali”.
