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4 Maggio 2023
EXPORT: +14% ESPORTAZIONI, NEGLI STATI UNITI DUE PRODOTTI SU TRE

Export agroalimentare da record per la maremma. Mai così tanto olio, vino, carni e formaggi Made in Grosseto sono stati venduti nel mondo. Con 185 milioni di euro di prodotti dell’agroalimentare commercializzati oltre i confini nazionali, la provincia di Grosseto fa registrare un tasso di crescita a doppie cifre (+14%). Il secondo migliore in Toscana dopo Firenze. Il mercato americano si conferma il più importante: due prodotti su tre volano oltre oceano monetizzando un valore di 127 milioni di euro. In Europa il primo paese per importazioni è la Germania con 12 milioni di euro (+15%). A dirlo è Coldiretti Grosseto sulla base dei dati Istat sul commercio estero relativi al 2022. “Dieci anni fa la maremma esportava complessivamente poco più di 100 milioni di euro di cibo e bevande. Parliamo quindi di un incremento ponderale di quasi l’80% in una decade. – spiega il Delegato Confederale di Coldiretti Grosseto, Fabrizio Filippi - E’ un risultato maturato, soprattutto negli ultimi anni, in un contesto sanitario e geopolitico complicato che rafforza il primato di riconoscibilità internazionale delle nostre produzioni e dimostra la straordinaria capacità di penetrazione nei mercati delle nostre aziende agricole e soprattutto per prodotti come vino e olio che da soli valgono il 90% dell’intero volume acquistato dai paesi esteri e più in generale per tutto il paniere. C’è una grande fame di Made in Tuscany nel mondo da soddisfare. La maremma ha ancora ampi margini di crescita”.

Il mercato europeo intercetta, da solo, poco meno di 40 milioni di euro, mentre quasi 140 milioni finiscono tra Stati Uniti (+17%) e Canada che ha consumato nell’ultimo anno 10 milioni di prodotti. Tra i paesi del vecchio continente più fedeli c’è la Francia con 4 milioni di euro (+15%), la Spagna con circa 2,5 milioni di euro (+137%) ma anche il Regno Unito nonostante la Brexit dove le esportazioni sono aumentate dell’8%. Marginale invece il mercato cinese con appena 1 milione di euro. L’olio (ed altri grassi) è il prodotto più richiesto dai consumatori stranieri con quasi 137 milioni di euro in valore: dato che conferma la grande vocazione olivicola della maremma con quasi 20 mila ettari dedicati dove ben un’azienda su due è iscritta al Consorzio di Tutela per l’extravergine Toscano IGP sinonimo nel mondo di qualità, tracciabilità, trasparenza e territorio e dove operano colossi come l’Olma. Il vino (e le bevande più in generale) è il secondo prodotto più esportato con circa 25 milioni di euro (+16%) poi piante con 10 milioni di euro (+26%), la carni preparate e lavorate con 8,5 milioni di euro (+20%) ed i formaggi con poco più di 3 milioni di euro (+17%).

“Contestualmente alle nostre eccellenze stiamo esportando un modello di alimentazione sano che è alle fondamenta della Dieta Mediterranea: varietà ed equilibrio senza eccessi. Purtroppo la visione miope e discriminatoria di alcuni paesi dell’Unione Europea vorrebbe imporre etichette allarmistiche sul nostro cibo e sui nostri vini equiparandoli alle sigarette. Pura follia. Stiamo combattendo per evitarlo”. Ma non è l’unica insidia. “L’altra grande minaccia arriva dalle multinazionali del cibo sintetico pronte ad inondare il mercato mondiale di carne, pesce e latte prodotto nei bioreattori spezzando per sempre il legame tra uomo, natura e paesaggio. – spiega il Delegato Confederale di Coldiretti Grosseto - Per fermare la deriva dei cibi artificiali serve una legge del nostro Governo: la proposta di un disegno di legge c’è già, ora serve un ultimo sforzo per discuterla ed approvarla in Parlamento. La nostra mobilitazione va avanti. In pericolo ci sono 10 mila imprese agricole, 12 mila occupati nelle campagne e tutto l’indotto diretto ed indiretto del turismo rurale di cui gli agricoltori sono indispensabili protagonisti”

L’andamento sui mercati internazionali potrebbe però ulteriormente migliorare – sottolinea Coldiretti Grosseto – con una più efficace tutela nei confronti della “agropirateria” internazionale il cui valore è superiore ai 6 miliardi di euro, anche sulla spinta della guerra che frena gli scambi commerciali con sanzioni ed embarghi, favorisce il protezionismo e moltiplica la diffusione di alimenti taroccati che non hanno nulla a che fare con il sistema produttivo nazionale. “Il falso Made in Italy – conclude Coldiretti Grosseto – danneggia le imprese agricole, la nostra economia, l’immagine della Toscana e dell’Italia nel mondo ed impedisce la creazione di migliaia di nuovi posti di lavoro lungo tutta la filiera. Oltre due prodotti agroalimentari tricolori su tre venduti all’estero non hanno alcun legame produttivo ed occupazionale con il nostro Paese”.

Per difendere il primato italiano e toscano nell’Unione Europea è molto importante arrivare all’approvazione della riforma del sistema europeo delle denominazioni di origine (IG). In questo senso Coldiretti, tra le prime in Italia a muoversi a sostegno della riforma, considera importante la volontà del Parlamento di indicare obbligatoriamente la provenienza in etichetta dei prodotti ad indicazione geografica protetta (IGP) per proteggere i consumatori dagli inganni.

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