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15 Luglio 2026
CALDO: AFA MANDA IN TILT STALLE E CASEIFICI, GIU’ PRODUZIONE LATTE (-30%)

Fino a qualche settimana fa le mucche di Matteo riuscivano a produrre 30 litri di latte al giorno ciascuna. Le conseguenze dell’ondata record di caldo che sta investendo la Toscana sono ben visibili nella vetrina espositiva della sua azienda: una vera e propria gioielleria della filiera corta dove brillano caciotte, ricotte, yogurt e stracchini. In questi giorni è meno ricca del solito. La produzione di latte fresco, cuore pulsante del suo piccolo caseificio, si è ridotta quasi del 30% con una perdita giornaliera di oltre 100 litri. Le venti vacche da latte sono costantemente in stress da caldo. Mangiano meno e di conseguenza producono meno latte. E meno latte significa produrre meno formaggi nonostante le mille precauzioni per alleviare il loro disagio. Una situazione non diversa negli allevamenti ovini. E’ l’immagine più efficace per mostrare gli effetti diretti e tangibili dei cambiamenti climatici sulla filiera zootecnica e sulla disponibilità di prodotti agricoli sulle tavole dei consumatori. A raccontarlo è Coldiretti Toscana che stima tra il 20% ed il 30% la minor produzione di latte insieme ad una marcata diminuzione dell’accrescimento per gli animali da carne. Un quadro confermato dall’Associazione Regionale Allevatori che ha eletto negli scorsi giorni il suo nuovo Presidente, l’allevatore della Valdinievole, Paolo Giorgi. In Toscana sono un migliaio gli allevamenti da latte tra bovini e ovini, un comparto che rappresenta una componente essenziale dell'agricoltura regionale che vale da solo oltre 500 milioni di euro. "Le ondate di calore stanno mettendo sotto pressione un comparto già alle prese con costi elevati e margini sempre più ridotti. – spiega Letizia Cesani, Presidente Coldiretti Toscana - Gli allevatori stanno facendo di tutto per garantire il benessere animale e la continuità produttiva anche grazie alle risorse dei piano di sviluppo rurale che hanno permesso in questi anni di modernizzare il settore. La zootecnia è un settore identitario del nostro Made in Tuscany e di vitale importanza per le aree rurali e montane”.

Per difendere gli animali dall’afa, nelle stalle stanno lavorando a pieno regime giorno e notte abbeveratoi, ventilatori e doccette che spruzzano acqua nebulizzata nel tentativo di rinfrescare gli ambienti ed abbassare le temperature con un conseguente aumento dei costi energetici e di produzione del 30%. Salva per un soffio la raccolta del fieno, una insostituibile fonte di alimentazione per bovini ed ovini che molti allevatori producono in autonomia per garantire ai consumatori latte e carne di qualità. A creare apprensione tra gli agricoltori è la prossima raccolta del mais, un altro alimento importante. In molte zone della Toscana le coltivazioni sono andate in forte stress idrico. Il timore principale è quello di rese inferiori rispetto alle aspettative della vigilia che costringerebbero gli agricoltori a dover procurarselo sul mercato con un ulteriore aumento dei costi.

Il caldo feroce non risparmia le colture in pieno campo. Pesanti le ripercussioni soprattutto nelle aree che non hanno possibilità di accedere alle reti di irrigazione consortili che oggi coprono appena il 5% della superficie agricola utilizzata. L’esposizione alle alte temperature e l’assenza di acqua hanno danneggiato il 20% delle produzioni orticole e frutticole in campo. Secondo una stima di Coldiretti Toscana la grande sfida della Toscana sarà quella di dotare le aree agricole di invasi e infrastrutture irrigue per garantire la sopravvivenza delle aziende, la sicurezza degli approvvigionamenti alimentari e la competitività dell'agricoltura toscana. Un tema discusso anche nel recente tavolo con ANBI Nazionale a cui ha partecipato il direttore generale Massimo Gargano che si è tenuto al mercato agricolo di Porta San Frediano a cui hanno partecipato tutti i presidenti dei Consorzi di Bonifica della Toscana.

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