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24 Febbraio 2026
FALSO MADE IN ITALY: COLDIRETTI AI SINDACI MAREMMANI, LA MODIFICA DEL CODICE DOGANALE È LA MADRE DI TUTTE LE BATTAGLIE. INVITO AD APPROVARE UN ORDINE DEL GIORNO

Stop alla “magia” del grano canadese trattato con glifosate, del pomodoro cinese, della cagliata ucraina, della coscia di suino e del petto di pollo sudamericano che, con una minima lavorazione nel nostro Paese, diventano pasta, passata, formaggi, prosciutti, bocconcini… e finiscono sugli scaffali come Made in Italy. Coldiretti Grosseto chiama all’appello le amministrazioni della provincia a sostegno di quella che definisce la madre di tutte le battaglie: modificare la disciplina del Codice Doganale dell'Unione, in particolare l’articolo 60, che consente di attribuire l’origine di un prodotto al Paese dell’ultima lavorazione sostanziale, anche quando la materia prima agricola proviene dall’estero.

La richiesta, firmata dal presidente provinciale Simone Castelli, invita sindaci e amministratori ad approvare un apposito ordine del giorno nei rispettivi consigli comunali per sollecitare Governo e Parlamento ad aprire in Europa un confronto non più rinviabile sulla revisione delle norme sull’origine.

“Un pezzo importante della competitività delle imprese agricole e del contrasto alla concorrenza sleale che affossa la dignità dei nostri agricoltori passa da qui – spiega Castelli –. È il momento di garantire piena trasparenza sul cibo che finisce sulle nostre tavole. Questa è l’occasione per cambiare regole che fino ad oggi hanno penalizzato gli agricoltori e favorito industrie e trasformatori che sfruttano il potere evocativo del Made in Italy, generando confusione nei consumatori”.

Secondo le attuali disposizioni contenute nel regolamento (UE) n. 952/2013, l’origine di un prodotto è determinata dal Paese in cui è stato interamente ottenuto oppure da quello in cui è avvenuta l’ultima lavorazione o trasformazione sostanziale, sufficiente a modificarne natura o valore economico (criterio dell’origine non preferenziale).

“Modificare questa norma – conclude Castelli – significa tutelare il vero Made in Italy, difendere il patrimonio agroalimentare nazionale, proteggere i produttori locali e garantire trasparenza ai consumatori. Ringraziamo fin da ora le amministrazioni che sceglieranno di essere al nostro fianco in questa battaglia a tutela delle imprese e della salute dei cittadini maremmani”.

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