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25 Luglio 2023
LUPO: A SETTEMBRE TAVOLO INTERISTITUZIONALE TRA PREFETTURA-REGIONE-ISPRA SU EMERGENZA PREDAZIONI

La maremma è tra le aree più critiche ed interessate dal fenomeno delle predazioni in Italia. E’ come un grande “ristorante” a cielo aperto, un’area “vocata” alla proliferazione dei lupi ed ibridi che trovano, proprio grazie all’altissima concentrazione di allevamenti ovi-caprini (circa 1.200 secondo l’anagrafe nazionale zootecnica) prede facili ed abbondanti da “cacciare” ogni giorno. Una presenza, quella dei lupi, non più discreta e schiva con gli avvistamenti vicini ai centri abitati che sono ormai all’ordine del giorno e che pongono interrogativi anche per la sicurezza dei cittadini. Con il piano lupo nazionale fermo ancora al palo della conferenza Stato-Regioni, Grosseto cerca di trovare una strada alternativa per tutelare la zootecnia maremmana e salvare gli allevamenti da destino certo.

L’emergenza predatori finisce nuovamente sul tavolo della Prefettura di Grosseto che dopo l’incontro, lo scorso giugno, con una delegazione di Coldiretti ha convocato martedì 25 luglio, come promesso, l’Ispra per un confronto tecnico e soprattutto per capire quali potrebbero essere le soluzioni, nel rispetto delle normative vigenti, da poter mettere in campo. Per Ispra hanno partecipato il presidente Stefano Laporta ed il responsabile del servizio per il coordinamento delle attività faunistico venatorie, Piero Genovese. Presenti per Coldiretti il neo Presidente Simone Castelli ed il Direttore, Milena Sanna. “Accogliamo favorevolmente la proposta del tavolo interistituzionale con la vice presidente Stefania Saccardi per la Regione Toscana e Ispra richiesto dalla Prefettura di Grosseto, Paola Berardino, che ringraziamo per la sua disponibilità e per la sua concretezza. – spiega Simone Castelli, Presidente Coldiretti Grosseto – La presenza dei lupi è sottostimata così come quella delle predazioni. Gli indennizzi, per quanto importanti, non possono essere la soluzione. La soluzione che chiediamo è un piano di gestione dei predatori a tutela degli allevatori, della genetica delle greggi, della filiera ovi-caprina che alimenta una fetta importantissima dell’economia agroalimentare del nostro territorio, dell’occupazione e dei cittadini. E’ necessario prendere in considerazione tutte le strade percorribili al di la del piano nazionale. Il tavolo interistituzionale, previsto per settembre, ci auguriamo sia l’inizio di un percorso che vede la maremma capo fila di un nuovo approccio alle predazioni”.

Sono quasi 2.500 gli eventi di predazione in regione a danno delle aziende zootecniche in un quinquennio. Due terzi tra Grosseto e Siena. 500 all’anno. Più di uno al giorno. 7.405 i capi predati, quasi 1.500 ogni anno, il 95% sono pecore secondo lo studio dell’Ispra. Una presenza, quella del lupo e sempre più di ibridi, che non è più confinata alla sola montagna. Periodici sono infatti gli avvistamenti di lupi tra le abitazioni o vicino ai centri abitati che pongono interrogativi di sicurezza pubblica.

Per Coldiretti Grosseto il modello da seguire è quello della Francia e della Svizzera che hanno attuato piano di gestione per le specie selvatiche efficaci ma ha anche fornito soluzioni a tutela del lupo in purezza come misure di contenimento straordinarie attraverso la cattura degli ibridi, incroci di lupo e cani, che imperversano nelle campagne e contribuiscono alle uccisioni delle greggi. All’incontro hanno partecipato gli allevatori-decani Carmelo Masala e Angelo Mazzocchi. “Ho perso le speranze. E come me molti altri. E’ già troppo tardi. – spiega Masala - La politica ci deve dire che dobbiamo chiudere o se hanno veramente voglia di salvare la pastorizia”. Ogni anno l’azienda di Mazzocchi si vede predare 70 capi: “e molti non li troviamo. Il numero dei lupi è ormai fuori controllo. – spiega l’allevatore – I danni che subiamo sono sottostimati. Gli indennizzi sono importanti come forma di aiuto che in questo contesto allungano solo la nostra agonia. Il nostro futuro è segnato senza contromisure straordinarie”.

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